5° Trofeo Podistico "Un cuore per l'autismo": I Presidenti delle Associazioni coinvolte si raccontano
Il 26 novembre 2017 Fiumefreddo di Sicilia ospita il 5° Trofeo Podistico “Un cuore per l’autismo” organizzato in collaborazione tra l’Associazione ASD Etna Running e l’Associazione ABAIE Onlus. Nella manifestazione i protagonisti saranno lo sport e la solidarietà. Durante la mattinata si svolgeranno due gare da 10 e da 3 km e in quest’ultima non competitiva sarà possibile portare i propri amici a quattro zampe. Per l’occasione, abbiamo intervistato il Dott. Alessandro Lo Piccolo e Sebastiano Melita, rispettivamente Presidenti dell’ABAIE Onlus e dell’ASD Etna Running che ci hanno descritto le loro associazioni, l’importanza di questa manifestazione per sensibilizzare sull’autismo e anche qualcosa in più.
INTERVISTA AL DOTT. ALESSANDRO LO PICCOLO, PRESIDENTE DELL’ASSOCIAZIONE ABAIE ONLUS
Cos’è e cosa fa ABAIE Onlus?
L’ABAIE ONLUS è un’associazione non lucrativa costituita nel gennaio del 2010 da due genitori, rispettivamente il sottoscritto Alessandro Lo Piccolo ed il collega Franco Sicali, provenienti da altre realtà associative che stavano intraprendendo un percorso di tutela dei diritti dei portatori d’autismo. Staccandoci da queste realtà di cui non condividevamo alcuni aspetti operativi e relazionali con le istituzioni e col pubblico, forti delle nostre esperienze (anche lavorative) abbiamo cercato di traslare questa esperienza all’interno di una realtà operativa che desse un qualcosa in più non solo ai nostri figli, ma anche ai figli di coloro che magari non erano in grado o non si sentivano di mettersi in gioco per affrontare il problema.
In sede di costituzione dell’associazione, col plauso dei soci fondatori, ho preferito non semplicemente chiamarla associazione bambini autistici, ma proprio dedicarla territorialmente al contesto ionico etneo parafrasando il globalismo proposto da Goleman che recitava per l’appunto “pensare globalmente agendo localmente”. Infatti, fermo restando che abbiamo realizzato questa associazione a livello territoriale non sono mancati contatti con le altre realtà associative con le quali abbiamo una vera e propria rete che agisce in una sorta di background mediatico attraverso i canali Facebook ed internet e che copre innanzitutto la Sicilia e poi buona parte dell’Italia, e anche qualche realtà estera, con piccole e medie realtà associative che agiscono in maniera operativa nei confronti dell’autismo. Noi non facciamo solo convegni che parlano dell’autismo o eventi di mera divulgazione o “passerella”, anzi preferiamo farne “pochini” ma buoni (vedi l’evento “ETNA, un vulcano di solidarietà e passione” del gennaio 2014 o appunto “Un Cuore per l’Autismo”) , ma preferiamo andare in trincea a “sporcarci le mani” per aiutare questi ragazzi (4 soggetti autistici su 5 sono di sesso maschile). Prima di tutto cercando di distaccarli dal nido materno e/o paterno, come dir si voglia, dandogli la possibilità di mettersi in gioco tenendo conto innanzitutto delle loro potenzialità. Inoltre, abbiamo la collaborazione dei volontari della Croce Rossa, che spesso sono presenti e ci danno una mano soprattutto per occuparci dei bambini, e ci avvaliamo di tanti professionisti specializzati in varie branche per poter effettuare anche dei laboratori che riguardano la musicoterapia, la pet therapy, l’ortoterapia e la robotica applicata all’autismo, tanto per citarne alcuni. A tal proposito ci tengo a precisare che siamo stati la prima associazione in Sicilia, se non addirittura in Italia, che si è occupata di attività sperimentali di robot con soggetti autistici, con tanto di certificazione rilasciata dal CNR.
Perché ha fondato l’ABAIE Onlus?
Ho fondato l’ABAIE ONLUS per una questione di spirito civico e solidarietà. Io e Franco ci siamo sentiti in dovere di aiutare gli altri che magari non avevano le risorse innanzitutto psicologiche per poter affrontare il problema. Dare maggiore autostima ai genitori e metterli nelle condizioni di affrontare meglio l’autismo. Dare una possibilità ai figli di questi genitori, purtroppo non sempre all’altezza di avere, almeno le cure minime indispensabili che non sempre riescono ad ottenere dalle autorità perché in molti casi minimizzano il problema e di non erogare i servizi di cui sono aventi diritto.
Cerchiamo di portare avanti i diritti dei ragazzi tenendo conto delle potenzialità dei vari membri. Abbiamo una sorta di A-Team in cui ogni genitore è bravo a fare qualcosa, uno specialista, e mette il suo know-how a disposizione. Oltre a contribuire con denaro, contribuiamo soprattutto col lavoro di ciascuno di noi genitori, contribuendo con le proprie competenze e risorse, e talora procurandone di nuove, forti delle nostre spiccate capacità relazionali (che per me sono diventate anche un vero e proprio lavoro freelance quale referente locale Nielsen4 di una importante multinazionale).
Siamo un’associazione aperta, poco permeabile a ricevere nuovi soci di effettivi perché, purtroppo, per esperienze pregresse in e di altri consessi associativi, non sempre le persone sono in buona fede e disponibili ad accogliere bambini e ragazzi che hanno questa problematica. Se c’è qualcuno che può mettersi in gioco con delle attività o con dei progetti ben venga! Difatti, tra tutti una lode va all’atleta Sebastiano Melita, anche se non genitore ma padrino di uno dei bambini autistici che seguiamo, che si è speso molto già dal momento della costituzione dell’associazione e delle fasi ad essa prodromiche. È stato lui a creare la pagina Facebook che poi ha girato a me come amministratore. È stato lui (con Franco Romano) far creare il sito web divulgativo. E sempre lui ha spinto nuovamente la riproposizione degli eventi ed è sempre lui che, grazie alla sua rinomata e indiscutibile trasparenza e schiettezza sta dando anche un certo lustro alle nostre attività, in particolar modo l’evento sportivo “Un cuore per l’autismo” che ha l’obiettivo primario di sensibilizzare il pubblico al problema autismo, sempre più pervasivo ed emergente nella nostra società, vuoi anche per i progressi in campo medico e per la minor ignoranza anche di genitori e operatori scolastici.
Il ruolo dello sport è fondamentale. Non è il primario in assoluto, ma possiamo dire che è sul podio. Difatti, parte dell’attività del Centro Respiro riguardano anche le attività sportive. Uno dei moduli con cui abbiamo avuto molto successo – e ci ripromettiamo di fare al più presto - ad esempio, è il modulo della piscina. Abbiamo realizzato un progetto con la piscina “Mareneve” di Linguaglossa con cui abbiamo portato i ragazzi in piscina con un istruttore (o allievo istruttore) per ogni bambino. Un rapporto uno a uno con la partecipazione dei genitori che supervisionavano i bambini. Abbiamo dato ai bambini la possibilità di entrare in confidenza con l’ambiente acqua che a loro era quasi misconosciuto e alcuni di questi bambini continuano ancora a fare attività in piscina. Facciamo attività sportive come ciclismo o giochi nel parco anche perché molti dei soggetti autistici tendono ad ingrassare in quanto hanno un accentuato senso di appetito. Lo sport è fondamentale, anche perché è un modo con cui loro sfogano le proprie frustrazioni che altrimenti andrebbero a manifestarsi con movimenti stereotipati.
Cosa vuol dire per l’ABAIE Onlus poter avere il ricavato netto? Come lo investirete?
Per l’ABAIE Onlus il poter disporre del ricavato netto è qualcosa che ci lusinga perché attesta che le nostre attività meritano una certa attenzione e solidarietà da parte di chi esercita lo sport e sa che lo sport è utile ai soggetti autistici. Noi confidiamo che ci sia un risultato positivo riuscendo a coprire i costi minimi. Se si riuscirà ad avere qualcosa per il Centro Respiro - il destinatario principale del ricavato netto - ben venga. In ogni caso, sarà tutto riportato nella pagina FB di ABAIE dove solitamente noi inseriamo cosa viene svolto durante le attività che vengono realizzate il sabato o infrasettimanali. Tra l’altro preannuncio che una parte delle attività del Centro Respiro potranno svolgersi in locali alternativi a quelli comunali già utilizzati per attività improntate per ciò che è artistico, con la collaborazione di una delle migliori ditte competenti presenti nel territorio, che ha dei locali che ci mette a disposizione e assieme a delle persone che sono formate in materia, perché la gerente di questo esercizio commerciale è laureata in Pedagogia e specializzata in arteterapia. Inoltre, stiamo cercando di ultimare con altre associazioni un’attività scientifica sperimentale legata al gioco che sarà oggetto di una tesi sperimentale di Alessia Baresi, una ragazza fiumefreddese che sta studiando a Firenze. Stiamo partecipando a questo progetto di ricerca scientifica per permettere a questa persona di specializzarsi e, se poi torna a Fiumefreddo, di mettersi in gioco dentro la nostra realtà, così come fanno altri professionisti accuratamente scelti soprattutto da me (nel mio lavoro mi occupo anche di Selezione e Gestione Risorse Umane) e da altri selezionati attentamente dalle famiglie, sia per attività private sia per attività in sinergia con la scuola. L’ABAIE Onlus sta erogando il servizio ASACOM di Assistenza Autonomia e Comunicazione presso l’Istituto Comprensivo Verga di Fiumefreddo, in surroga a quanto al momento non erogato dal Comune di Fiumefreddo, garantendo ai bambini una copertura per tutto l’orario scolastico oltre a quello garantito (per 18 ore su 24-30) dal Provveditorato agli studi. Noi siamo stati la prima associazione in Sicilia ad introdurre l’ASACOM con un progetto realizzato in sinergia con la Dott.ssa Graziella Patanè (dirigente dei servizi sociali fiumefreddesi), modello che è stato copiato da tutti gli altri comuni della Sicilia (pure la città di Catania) perché garantiva di diminuire fino alla metà i costi, raddoppiando di fatto le ore di copertura del bambino con lo stesso budget.
Avete altri progetti che riguarderanno e/o si terranno Fiumefreddo?
Ho tanti progetti. Presto o tardi – è solo questione di tempo - ABAIE Onlus si ripromette di avere il proprio “Centro per l’Autismo” con propri operatori selezionati/convenzionati e di assoluta fiducia deontologico-qualitativa, di vitale importanza per l’hinterland ionico-etneo, perché il più vicino centro, fruibile poche ore al mese, è a Canalicchio. Logisticamente, non è gestibile per chi abita in questo territorio. Parola di Alessandro Lo Piccolo!
INTERVISTA A SEBASTIANO MELITA, PRESIDENTE DELL’ASSOCIAZIONE ASD ETNA RUNNING
Cos’è l’ASD Etna Running, cosa fa e che importanza ha per l’associazione questa manifestazione?
L’ASD Etna Running è un’associazione podistica di Fiumefreddo di Sicilia che ho voluto fortemente realizzare perché era il sogno della mia vita. Come ben sanno i miei concittadini, ho corso per una vita al Pala Naxos a Giardini ed il mio sogno era di creare questa società, e finalmente, grazie anche al Dott. Marco Alosi perché l’idea è stata anche sua (diciamo lui è stata la “scintilla”), abbiamo creato questa società. Oggi siamo un bel numero di atleti tesserati (se non sbaglio quasi una trentina). Ne sono molto fiero perché il mio sogno si è realizzato a Fiumefreddo. Spero si incrementi e che riusciamo a portare avanti il nome dell’ASD Etna Running in tutta Italia e anche oltre. Gli atleti partecipano a gare in tutta la Sicilia e anche fuori. Abbiamo l’intento di organizzare anche eventi come il 5 Trofeo Podistico “Un cuore per l’autismo” a cui teniamo particolarmente. L’abbiamo creato insieme ad Alessandro Lo Piccolo e Franco Sicali. Siamo già alla quinta edizione. Per me e anche per altri è il fiore all’occhiello dell’ASD Etna Running.
Com’è nato il rapport tra l’ASD Etna Running e l’ABAIE Onlus?
È un rapporto nato in base alle vicissitudini della vita nel senso che Franco Sicali, Vice Presidente dell’ABAIE Onlus, ha un bambino autistico di cui sono il padrino. Abbiamo pensato di creare una manifestazione per sensibilizzare la gente sulla problematica. Con Franco abbiamo deciso di realizzare questo trofeo per la prima volta nel 2010, se non sbaglio, e da allora ci tengo particolarmente alla sua organizzazione perché i bambini ed i ragazzi affetti da autismo sono persone speciali.
In che modo lo sport aiuta a vivere felici?
Premetto che un atleta deve comprendere cosa fa. Per quanto mi riguarda, il mio sport, l’atletica, mi ha aiutato tantissimo perché nelle difficoltà personali avute in passato sono riuscito a superare difficoltà e problemi. Ad oggi dico grazie al mio sport e incito i miei amici e le persone a praticarlo perché è una buona medicina per la vita.
Avete altri progetti che riguarderanno e/o si terranno Fiumefreddo?
I progetti sono tanti ma ci sono anche tante limitazioni. Purtroppo come associazione non abbiamo introiti economici sufficienti per poterli realizzare. L’impegno, la passione e la voglia ci sono. Per il futuro si spera di riuscire a realizzare una gara a Fiumefreddo di 21 km. Il coronamento di un altro mio sogno che si avvererebbe!


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