Il Castello degli Schiavi
Espressione del barocco rurale siciliano del Settecento, il Castello degli Schiavi è situato lungo via Marina, anticamente via Mulinelli, che da Fiumefreddo di Sicilia conduce verso Marina di Cottone.
Attualmente utilizzato come location esclusiva per eventi e matrimoni, divenne famoso come set cinematografico e raggiunse la fama mondiale quando Francis Ford Coppola lo scelse per l'ambientazione delle scene principali dei primi due episodi della saga de Il Padrino.
Conosciuto in dialetto anche come "Casteddu di schiavi", deve il suo nome ad un'antica leggenda settecentesca.
Si narra che circa due secoli fa, un medico palermitano di nome Gaetano Palmieri, salvò da una gravissima malattia il figlio del Principe di Palagonia, il Gravina-Crujllas, e che questi, grato, gli donò un appezzamento del suo feudo situato vicino al fiume Fiumefreddo. Il medico allora decise di costruirvi una villa fortificata per soggiornarvi durante l'anno. Questa scelta fu molto gradita alla moglie Rosalia, interessata a stabilirsi in quel luogo perché amante di un certo Nello Corvaja da Taormina.
Quando un giorno dei pirati turchi sbarcarono lungo la costa e saccheggiarono la villa, il Corvaja, che dall'alto di Taormina aveva assistito allo sbarco, insieme ad altri uomini armati, riuscì ad impedire che i due coniugi Palmieri venissero catturati e scacciò i pirati. Per ringraziare il Padre Eterno fu eretta una chiesetta, accanto al castello, dedicata alla Madonna della Sacra Lettera, e fu costruita la loggia nella quale vennero poste le due statue di turchi, che sembrano guardare ansiosi verso il mare, come in attesa di essere liberati dai loro compagni. Proprio grazie a queste due statue, il Castello è stato soprannominato "degli Schiavi".
Si narra che circa due secoli fa, un medico palermitano di nome Gaetano Palmieri, salvò da una gravissima malattia il figlio del Principe di Palagonia, il Gravina-Crujllas, e che questi, grato, gli donò un appezzamento del suo feudo situato vicino al fiume Fiumefreddo. Il medico allora decise di costruirvi una villa fortificata per soggiornarvi durante l'anno. Questa scelta fu molto gradita alla moglie Rosalia, interessata a stabilirsi in quel luogo perché amante di un certo Nello Corvaja da Taormina.
Quando un giorno dei pirati turchi sbarcarono lungo la costa e saccheggiarono la villa, il Corvaja, che dall'alto di Taormina aveva assistito allo sbarco, insieme ad altri uomini armati, riuscì ad impedire che i due coniugi Palmieri venissero catturati e scacciò i pirati. Per ringraziare il Padre Eterno fu eretta una chiesetta, accanto al castello, dedicata alla Madonna della Sacra Lettera, e fu costruita la loggia nella quale vennero poste le due statue di turchi, che sembrano guardare ansiosi verso il mare, come in attesa di essere liberati dai loro compagni. Proprio grazie a queste due statue, il Castello è stato soprannominato "degli Schiavi".

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